Secondo il ricercatore inglese Robert Heath, assorbiamo gran parte delle informazioni alle quale siamo esposto da parte dei brand inconsciamente, questa è la sua teoria del Low Involvement Processing (LIP).
Il nostro cervello seleziona costantemente ciò che ci “interessa”. Memorizzerà queste informazioni a un livello “consapevole”, accessibile, vicino e classificherà altrove ciò che non “ci interessa” e lo archivierà in un ambito in qualche modo più “lontano o meno prioritario”.
Ho passato una buona parte della mia carriera a lavorare con nostri creativi per trovare delle idee marketing potente, attraente, ma soprattutto che io volevo le più evidente & simplice ma anche impattante possibile per essere efficace.
Mi riccordo che loro spesso si arabbiavano quando io dicievo a loro: “non capisco!”
Perché ho, da sempre, pensato che il consumatore ha pochi secondi da dedicare a un messaggio marketing in provenienza di un brand e che questi preziosi secondi devono permetterci di sedurlo & convincerlo.
Non possiamo mai dimenticare a quale punto siamo tutti diversi, con dei livelli educativi diversi, con delle persone che forse non capiscono bene la lingua italiana, con delle persone che non amano la pubblicità, con altre che non sono interessate dal servizio o prodotto che l’azienda propone, con altre che vengono già di comprare un brand concorrente e dunque che non sono più “sul mercato” per un periodo importante.
Tutto questo deve condurre i responsabili marketing a ricercare sempre di esprimere la proposta del loro brand col massimo di chiarezza e simplicità.Questo è Buon Senso Marketing!

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